RE: straordinaria finestra sul rapporto Cinghiale Sciacallo Capriolo sul Carso italiano

Discussioni su identificazione, ambienti e comportamenti, informazioni e curiosità relative ai mammiferi selvatici del nostro territorio

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RE: straordinaria finestra sul rapporto Cinghiale Sciacallo Capriolo sul Carso italiano

Messaggio da Luca Lapini » 18 apr 2022

Carissimi,

Il fototrappolaggio ci fornisce una finestra sui discussi rapporti tra sciacallo dorato, cinghiale e capriolo sul Carso italiano

Alla fine del 2021 Lorenzo Frangini, collaboratore dell’Università di Udine, ha raccolto una notevole testimonianza da camera-trapping delle interferenze tra cinghiale, sciacallo e capriolo sul Carso italiano, confermando la necessità di una grande prudenza nella valutazione dei rapporti fra queste specie. In questa ripresa aneddotica si vede un gruppo di sciacalli che cattura un giovane capriolo attorno ad una pozza-abbeveratoio carsica, il quale viene poi immediatamente sottratto loro da un grosso cinghiale https://video.messaggeroveneto.gelocal. ... 349/158584.

Ciò da un lato conferma la predazione di sciacallo e cinghiale sui giovani caprioli, dall'altro indica kleptoparassitismo del cinghiale sullo sciacallo.

Quest'ultimo fenomeno in Europa viene per la prima volta indicato da queste riprese, mentre è ben conosciuto sul lupo e su molti altri carnivori, le cui densità vengono sovente regolate dal cinghiale (Focardi et al., 2017: in allegato).

Il suide, appropriandosi delle loro prede, ricava notevoli vantaggi di fitness complessivo, con un evidente incremento della sua rapidità di accrescimento, più precoci maturità sessuali delle giovani femmine e maggiore potenziale riproduttivo annuale.

La continua sottrazione delle prede a questi predatori, al contrario, alla lunga provoca una diminuzione della loro densità locale, perché in queste condizioni essi sono sottoposti ad un notevole stress legato alla necessità di predare più della norma.

Una situazione ecologica estremamente complessa, finora inedita per lo sciacallo dorato, che dovrebbe essere affrontata con una oculata gestione delle locali popolazioni di cinghiali, di grande impatto su biodiversità ed ecosistemi.

Cordialità, Luca Lapini
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Canis lupus Sus scrofa Kleptoparasitism and Scavenging Can Stabilize Ecosystem Dynamics.pdf
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Re: RE: straordinaria finestra sul rapporto Cinghiale Sciacallo Capriolo sul Carso italiano

Messaggio da Luca Lapini » 18 apr 2022

Sollecitato da più parti, faccio notare che l'iniziativa di passare filmati del genere a quotidiani è discutibile e inopportuna

Soffiare sul fuoco serve a fare a realizzare piccoli o grandi falò, non a fare scienza

Nè tantomeno conservazione, prioritaria in questo momento di crisi ecologica globale

Un pessimo esempio per tutti di una maniera mercantile ed ammiccante di fare informazione su argomenti delicati e controversi

Ricordo a tutti che in un paese civile la conservazione dei carnivori non spetta a singole categorie di utenti della natura, ma allo stato, che in merito a questo argomento si esprime con leggi apposite che riflettono il sentire medio comune della popolazione

Lo stato si è già espresso nei confronti di Canis aureus nel 1992 (LN 157/92)

Questa base giuridica costituisce l'unico punto di confronto tra posizioni "religiose" fortemente contrapposte, come quella che si generano attorno a gran parte dei carnivori

Inutili e dannose tutte le iniziative goffe ed ammiccanti che mirano ad aumentare i conflitti tra questi litigiosi estremi pro o contro la protezione di queste specie

Tralasciando ulteriori facili commenti, trasmetto in allegato le considerazioni di Emiliano Mori, segretario dell'ATit (Associazione Teriologica iialiana, con le quali sono in totale sintonia, come centinaia di voi

Cordialità, Luca Lapini
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Re: RE: straordinaria finestra sul rapporto Cinghiale Sciacallo Capriolo sul Carso italiano

Messaggio da Luca Lapini » 18 apr 2022

Ricordo a tutti che soffiare sul fuoco dei conflitti sociali che inevitabili sorgono attorno ai predatori porta a conseguenze davvero poco condivisibili

Tra di esse quelle che si verificano da tempo sul Carso italiano, con la dispersione di esche avvelenate sia con metaldeide, sia con altri veleni

Si tratta del sistema di bracconaggio più vile e pericoloso, che ha già portato ad uccidere decine di sciacalli sul Carso isontino, con la morte di numerosi altri carnivori (gatti, cani, ecc.), senza considerare i rapaci, della cui mortalità non abbiamo dati certi

Soffiare sul fuoco, insomma, non sembra decisamente la strada da seguire

Cordialità, Luca Lapini

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Re: RE: straordinaria finestra sul rapporto Cinghiale Sciacallo Capriolo sul Carso italiano

Messaggio da Luca Lapini » 18 apr 2022

Il kleptoparassitismo è un fenomeno ancora poco indagato, ma Canis aureus in Slovenia certamente esercita questo particolare genere di disturbo competitivo sulla lince, Lynx lynx (Krofel et al., 2022, in allegato)

Questo predatore è molto delicato: cattura una due prede a settimana, che consuma in due tre giorni tornando nello stesso luogo per terminare i pasti

Se Canis aureus consuma le sue prede prima, il predatore si trova a doverne catturare altre, con uno sforzo che non è a lungo sostenibile

La realtà è che non sappiamo molto e la rete di rapporti ecologici che regola i nostri ecosistemi è molto complessa

Davvero difficile prendere posizioni sensate per tutelare la biodiversità

Cordialità, Luca Lapini
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Canis aureus kleptoparasite of Lynx lynx 2022Krofeletal.-Lynx-jackalkleptoparasitism-GECCO.pdf
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Davide
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Re: RE: straordinaria finestra sul rapporto Cinghiale Sciacallo Capriolo sul Carso italiano

Messaggio da Davide » 21 apr 2022

Un saluto a tutti,

grazie per la segnalazione, le precise note conoscitive sulle specie in questione e le loro interazioni e anche per le riflessioni scaturite a margine.

Nella speranza di risultare chiaro, porto però ulteriori due considerazioni che secondo me andrebbero fatte:

- non è mia intenzione polemizzare con il comportamento tenuto verso i media in questo caso (sebbene personalmente non lo condivida e sia in sintonia con quasi tutto quello che è stato già scritto a riguardo) il ricercatore avrà ragionato e agito come meglio credeva. Le motivazioni che muovono a rivolgersi ai media possono essere tante e diverse.
Come viene giustamente scritto, il video raccolta dal ricercatore dell' Università di Udine costituisce documentazione "aneddotica", almeno per il momento ed in assenza, come menziona Emiliano Mori, di "tanti dati", di serie cospicue di altri dati che ci disvelino tendenze significative nel tempo (e nello spazio) e siano in grado di stabilire, confermare o smentire dei "punti fermi" di conoscenza delle specie e delle loro interazioni.
Personalmente trovo che negli ultimi anni - anche da parte di alcuni dei "addetti ai lavori", mondo della ricerca e accademia inclusi - sia stato forse sdoganato un certo uso del dato "aneddotico", specialmente video-fotografico, molto disinvolto, finendo per far tavolta assumere un'eco mediatica, a volte da un punto di vista scientifico non giustificata o quantomeno opinabile, a osservazioni episodiche, sicuramente importanti come "primi dati" e che eventualmente possono costituire stimolo per ricerche successive, ma il cui valore rimane, appunto, episodico. Un conto, insomma, è uno o pochi video da una o poche fototrappole, un altro serie di dati raccolti in modo standardizzato, sistematico e costante negli anni.
Il fototrappolaggio ha ampliato in modo sostanziale le capacità di indagine, monitoraggio e studio delle popolazioni selvatiche, con grandi implicazioni per la conservazione. Tuttavia, trovo che l'area della ricerca faunistica sia sempre più influenzata dalla tendenza generale odierna all'utilizzo esageratamente "sociale" del mezzo "video" e che purtroppo, in questo modo, fornisca un innegabile contributo alla "spettacolarizzazione" non solo degli sforzi di tanti e tante che ci lavorano, ma anche della fauna selvatica stessa, che nel lungo periodo trova benefici secondo me assai discutibili da questa sovraesposizione. Su questi aspetti si potrebbe discutere a lungo. Ritengo però che la ricerca faunistica dovrebbe quantomeno interrogarsi seriamente sull'uso mediatico che fa dei risultati delle sue attvitità e a che pro.

- non si tratta qui, di avere o non avere qualcosa contro la caccia, contro la gestione venatoria della fauna selvatica; al di là, appunto di posizioni di simpatia, neutralità o aperta antipatia verso la categoria dei cacciatori, credo bisognerebbe interrogarsi seriamente sulla effettiva capacità e presunta titolarità del mondo venatorio a gestire ed esprimere pareri - talvolta solo in forma di opinione, altre volte a carattere lobbistico o di indirizzo gestionale - su questioni in senso lato "faunistiche" e di gestione degli habitat.
Troppo spesso si fa appello alla gestone venatoria come strumento per risolvere "problemi faunistici" (sempre e comunque derivati da precedenti perturbazioni antropiche dell'ambiente, vale la pena ricordarlo), ma forse quasi mai si cerca di fare un'analisi che vada alla radice di quegli stessi problemi, individuandone origine e responsabilità. Il "caso cinghiale" è emblematico; si ricordino, al di là della situazione friulana, le massicce immissioni a scopo venatorio effettuate in tutta l'Italia peninsulare a partire dal secondo dopoguerra con soggetti centroeuropei (maggior taglia) o incrociati col maiale. In alcuni territori, come tutti ormai sanno, ad oggi la situazione è sfuggita di mano. Questo secondo me pone in seria crisi una soluzione fondata sull'appello all'intervento venatorio volto a trovare una soluzione al "problema", specialmente quando lo stesso è allo stesso tempo spesso fortemente contrario alla ricolonizzazione spontanea dei predatori (...del cinghiale) nei territori in cui sono ancora assenti.

Mi scuso per la lunghezza,

saluti cordiali,

Davide Roviani

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Re: RE: straordinaria finestra sul rapporto Cinghiale Sciacallo Capriolo sul Carso italiano

Messaggio da Luca Lapini » 21 apr 2022

Grazie Davide

Purtroppo lo scempio che si sta facendo con il veleno sul Carso italiano indica chiaramente la necessità di trattare in un certo modo questo genere di informazioni da camera-trapping

Non nascondere nulla, intendiamoci

Ma usare queste cose con tatto e intelligenza

Cosa che non è stata fatta

Un'occasione perduta

Vedremo di limare i danni

Luca Lapini

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