Re: Bamboo forever una nuova follia pericolosa

Descrizione, conservazione e tutela degli ambienti naturali regionali

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Luca Lapini
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Re: Bamboo forever una nuova follia pericolosa

Messaggio da Luca Lapini » 2 dic 2021

Carissimi

In questo periodo di crisi globale della biodiversità -in teoria tutelata da mille norme e convenzioni- si assiste a folli iniziative commerciali tollerate dall'autorità

E' il caso dell'idea commerciale dipinta di verde di diffondere gli impianti di bambuseti per contrastare la crisi climatica

Merita appena ricordare che il bamboo (nome collettivo che include molte specie fortemente invasive) è una pianta responsabile di diverse emergenze ambientali in varie parti del mondo, e che una volta insediato è difficilmente controllabile

Suggerisco di leggere la seguente presa di posizione della Società Botanica Italiana, che si oppone all'impianto di bambuseti nella zona della Diaccia Botrona, in Maremma

https://firenze.repubblica.it/cronaca/2 ... 308403747/

Nel Friuli Venezia Giulia i bambuseti sono ancora abbastanza localizzati

Facciamo il possibile perché restino tali

L'a presenza e l'espansione di piantagioni o siepi di bamboo andrebbe prontamente segnalata al servizio di biodiversità della RAFVG

Luca Lapini

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Re: Bamboo forever una nuova follia pericolosa

Messaggio da Luca Lapini » 2 dic 2021

Questi i contenuti dell'articolo citato nel msg precedente

https://firenze.repubblica.it/cronaca/2 ... 308403747/
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"Fermate la piantagione di bambù”: appello dei botanici alla Regione
articolo di Valeria Strambi comparso su La Repubblica del 1 lug 2021

Una società privata annuncia di voler inserire questa specie in un’area di 103 ettari a Castiglione della Pescaia. Gli scienziati: “È invasiva, serve una valutazione di impatto ambientale”. Vicino c’è la riserva naturale Diaccia Botrona
Il bambù gigante in Maremma? Macché del bene al Pianeta, rischia solo di mettere a repentaglio il nostro ecosistema ed è pericoloso per la biodiversità, per il suolo e il paesaggio. Fermiamoci, finché siamo in tempo. A scagliarsi contro l'idea della holding "Forever Bambù", che da qui al 2022 ha intenzione di trasformare 103 ettari di terreno a Castiglione della Pescaia nel bambuseto più grande d'Europa, è nientemeno che la Società botanica italiana.

A far scattare sulla sedia gli autorevoli scienziati non solo la convinzione che una specie aliena come il bambù gigante possa propagarsi in maniera ingestibile in un territorio che non è il suo, ma anche il timore che la vicina Riserva naturale della Diaccia Botrona, un'area umida di eccezionale importanza ecologica popolata da esemplari protetti di uccelli tra cui gru, oche selvatiche, rapaci e strigidi incluso il raro gufo di palude, venga danneggiata dal nuovo arrivato.

"Siamo allarmati per questa iniziativa, che trasformerà un chilometro quadrato di fertili terreni agricoli in una piantagione industriale di bambù gigante - si legge nella lettera indirizzata alla Regione Toscana e firmata dal professor Alessandro Chiarucci, presidente della Società botanica italiana -. Questa specie esotica può comportarsi da invasiva espandendosi mediante giganteschi rizomi (fusti sotterranei striscianti) in grado di superare ostacoli e dar vita a nuove piante".


Il bambù diventerebbe praticamente impossibile da rimuovere: "In Giappone, dove la pianta è stata introdotta dalla Cina, i danni causati dalla sua dispersione sono stati oggetto di numerosi studi dai risultati preoccupanti - prosegue la lettera -. In molti Paesi è stato documentato che la recente introduzione della coltivazione industriale del bambù sta portando alla perdita della flora e fauna spontanee e che la sua invasione può modificare i cicli dell'acqua e dei nutrienti del suolo, portare a perdita di qualità dei terreni agricoli e persino causare rischio idrogeologico". Senza contare che in Italia la giunta della Lombardia ha inserito tutte le specie di bambù nella "Lista nera delle specie alloctone animali e vegetali oggetto di monitoraggio, contenimento o eradicazione".

Insomma, l'appello è a non sottovalutare l'impatto che quella iniziativa potrebbe avere: "Chiediamo alla Regione di effettuare valutazioni di compatibilità ambientale, anche ai sensi della direttiva 'Habitat' dell'Unione Europea, e di avere dal committente dell'opera un documento di valutazione dei rischi da sottoporre a revisori competenti" precisa Chiarucci. Quanto alla promessa di Forever Bambù di rendere il nuovo terreno capace di assorbire in un solo anno oltre 27.500 tonnellate di Co2 grazie al bambù, la Società botanica non cede. "La lotta al cambiamento climatico deve servire a garantire la stabilità degli ecosistemi, indispensabili per la sopravvivenza dell'uomo, che sono però in grado di funzionare solo se integri nella loro diversità di fauna e flora locali: pensare di combattere il riscaldamento globale introducendo specie esotiche che distruggono la biodiversità preesistente è come somministrare a un ammalato un veleno mortale per curare la febbre".
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