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2007 - Primo Corso di Birdwatching di ASTORE-FVG


Corso BW 2007

di Stefano Sava


Il Primo Corso di Birdwatching Base, che ha avuto luogo all’Isola della Cona in primavera del 2007, presso la Riserva Naturale Regionale Foce dell’Isonzo (GO) ed è stato svolto in collaborazione con l’Associazione CO.NA. (Conservazione della Natura) e la SBIC (Stazione Biologica Isola della Cona), ha visto la partecipazione di circa 55 partecipanti. I docenti erano Fabio Perco, Kajetan Kravos ed Ignazio Zanutto che hanno evidenziato, illustrando con l’ausilio di splendide  fotografie, le differenze ed i particolari da osservare per poter distinguere le diverse specie di uccelli. Le lezioni sono state suddivise in tre giornate (5, 12 e 19 maggio) in modo da trattare le specie suddividendole per gruppi e cioè:

  • Svassi, Aironi, Anatidi e Rapaci
  • Limicoli e Gabbiani
  • Rapaci notturni e Passeriformi

Questa suddivisione ha avuto il duplice scopo di rendere più facile l’apprendimento, in quanto alla lezione in aula seguiva immediatamente l’uscita sul campo, lungo il sentiero circolare della stessa Isola della Cona, durante la quale veniva messo in pratica quanto appena imparato, ma anche per far vivere ai corsisti sulla propria pelle cosa significhi la migrazione, osservando dal vivo l’alternarsi delle specie con il passare dei giorni.

Emblematico in questo senso è stato il caso dei mignattini, piccoli uccelli migratori dal volo farfallato, specializzati nellafoto K Kravos cattura di insetti e piccoli pesci sulla superficie dell’acqua. Durante la prima uscita si è potuta osservare una coppia di splendidi mignattini alibianche (Chlidonias leucopterus), nella seconda il ripristino invece si era riempito di una quarantina di mignattini comuni (Chlidonias niger), che però già una settimana dopo erano completamente spariti, lasciando spazio ad un unico mignattino piombato (Chlidonias hybrida).

Durante le uscite si è poi avuta la fortuna di osservare diverse specie interessanti, come i gruccioni ed i topini, due specie che fanno i loro nidi sulle sponde dei fiumi o gli aironi guardabuoi, che siamo abituati a vedere nei documentari alla televisione, mentre si cibano di insetti placidamente posati sulla schiena degli elefanti o mentre accompagnano i branchi di bufali nella savana, ma che in pochi dei non addetti ai lavori sanno che sono presenti anche alle nostre latitudini.

Nella prima uscita del 5 maggio, proprio dopo la lezione sugli ardeidi, è stato possibile osservare e confrontare dal vivo, l’airone cenerino (Ardea cinerea), l’airone bianco maggiore (Ardea alba), la garzetta (Egretta garzetta), l’airone guardabuoi (Bubulcus ibis) ed anche i più elusivi elusivi airone rosso (Ardea purpurea) e sgarza ciuffetto (Ardeola ralloidea). Non sono poi mancate le spatole (Platalea leucorodia)all’osservatorio della Marinetta. Solo il tarabusino foto K Kravos(Ixobrychus minutus) si è fatto attendere fino all’ultima lezione.

Dei gabbiani trattati nella seconda lezione (12 maggio) i corsisti hanno potuto osservare e notare le differenze che permettono di identificare oltre ai già citati mignattini, anche il gabbiano reale (Larus michaellis), il gabbiano comune (Larus ridibundus) ed anche il gabbianello (Larus minutus).

Uno dei gruppi più problematici per quanto riguarda l’identificazione, in quanto a prima vista possono sembrare tutti uguali, è quello dei cosiddetti limicoli, per la loro abitudine a vivere nel limo, dove grazie alle zampe lunghe che caratterizza questi uccelli, si muovono agili alla ricerca di vermi, insetti e molluschi di cui si cibano. Eppure alla fine della seconda lezione, la maggior parte dei presenti aveva imparato a riconoscere tra loro i combattenti (Philomachus pugnax), dalle zampe gialle, i totani mori (Tringa erythropus) caratterizzati dalla loro livrea scura, i piovanelli comuni (Calidris ferruginea), per il petto rosso e qualcuno che aveva già un po’ di esperienza ha anche potuto apprezzare le differenze e le livree del piro piro boschereccio (Tringa glareola), del corriere piccolo (Charadrius dubius), del gambecchio (Calidris minuta) e del gambecchio nano (Calidris temminckii), della pantana (Tringa nebularia) e della pittima reale (Limosa limosa).

La terza ed ultima lezione ha trattato dei rapaci notturni e dei passeriformi (19 maggio). Due gruppi che solitamente anche per i più esperti, è più facile sentire, che vedere, in quanto vivono nel folto della vegetazione, che si tratti di cespugli o di prati erbosi, per questo si è cercato di dare qualche informazione anche sulle problematiche foto K Kravosdell’identificazione al canto, facendo sentire i canti registrati. Lungo la passeggiata attorno al ripristino ambientale, è stato possibile riconoscere il richiamo gracchiante e roco del cannareccione (Acrocephalus arundinaceus) e di metterlo a confronto con quello simile, ma più ripetitivo e dolce della cannaiola (Acrocephalus scirpaceus), i gorgheggi dell’usignolo (Luscinia megarhynchos), che provenivano dai rovi della sponda, il fischio del rigogolo (Oriolus oriolus) ed il inconfondibile canto del cuculo (Cuculus canorus).

Non si è invece attesa la notte per sentire i rapaci notturni, che però sono stati sentiti nel corso della Ciuk-night urbana, il censimento degli assioli (Otus scops) organizzato sabato 26 maggio a Trieste e che ha visto la partecipazione di alcuni corsisti, che hanno avuto modo di mettere subito in pratica quanto imparato, grazie a questa prima attività di monitoraggio su di una specie appositamente scelta in quanto molto semplice da identificare anche per i non esperti.

A dimostrazione di come l’Isola della Cona sia un luogo ricco di biodiversità, non sono poi mancate osservazioni interessanti di non avifauna durante le uscite del corso, come le tartarughe palustri (Emys orbicularis) e la tartaruga marina (Caretta caretta), osservata il 19 maggio nel canale Quarantia, le raganelle (Hyla intermedia) in canto, il rospo smeraldino (Pseudopidalea viridis), i caprioli (Capreolus capreolus), i cavalli della Camargue e la nutria (Myocastor coypus), ma soprattutto si è potuto vivere qualche bel pomeriggio all’aria aperta, in compagnia e se qualcuno si sarà appassionato di birdwatching, o almeno guarderà la natura con altri occhi, lo scopo di questo corso sarà stato raggiunto!

Il corso è stato organizzato con il contributo della Provincia di Udine